Stella bianca, acciaio rovente di Karan Mahajan incipit

Stella bianca, acciaio rovente di Karan Mahajan incipit

Editore: Garzanti

Pagine: 285

Uscita: 2 marzo 2017

INCIPIT DEL LIBRO

L’esplosione, alla quale il signor e la signora Khurana non erano presenti, fu un evento opaco, violento, che ebbe inizio sotto il cofano di una Maruti 800, anche se quel dettaglio sulla macchina poté essere confermato soltanto in seguito. Una buona esplosione inizia dappertutto nello stesso momento.

Anche un mercato affollato inizia dappertutto nello stesso momento, e Lajpat Nagar ne era un ottimo esempio. Palude informe di baracche, brulicava ovunque di facce, carretti e mendicanti malfermi. Era una distesa gigantesca, e conteneva tutte e quattro le stagioni, tutte calde. Se ci si muoveva da un capo all’altro del mercato, i carri di legno, con le loro ruote di alluminio luccicante, avevano cambiato posizione così tante volte che il mercato in cui ci si trovava non era più quello in cui si era entrati. Quindi in verità nessuno si accorse della macchina parcheggiata fino a quando esplose in un nugolo vorticoso di frammenti.

Vennero riferite scene bizzarre. Il tetto di un negozio, in fibra di vetro blu, si staccò e andò a sbattere su un autobus a pochi metri di distanza; l’autobus frenò, il tetto scivolò in avanti, lasciò scolare un rigagnolo di sabbia e cadde a terra; l’autobus si rimise in marcia e lo schiacciò, con i passeggeri straniti, quasi divertiti. (In una grande città quel che succede da una parte non desta stupore dall’altra.) Dentro il mercato la gente fu scagliata a terra, poi si rialzò, con le mani tese a tamponare le ferite, come se tutti si fossero tirati addosso delle uova in una sorta di ipnosi collettiva e non sapessero che fare del tuorlo colante. La cosa più incredibile di tutte, per sopravvissuti e soccorritori, fu rendersi conto che lo spiazzo principale, polveroso, puntellato da una mezza dozzina di alberi imponenti – che non erano passati inosservati in tutti quegli anni: sotto la loro ombra si erano ammassate le bancarelle, i loro rami si erano piegati, gravati dalle merci appese, i loro gelsi erano stati raccolti e poi venduti –, era stato sventrato dalla bomba; gli alberi mostravano le gengive verdi e a terra era caduta una pioggia di foglie, tanto che il signor Khurana dovette spazzarle via con i piedi per trovare i suoi due figli.

Ma le foglie, ormai secche, anch’esse in mille pezzi, non offrivano alcun riparo. Era arrivato troppo tardi. I suoi due figli erano morti in un ospedale lì vicino.

COMMENTO INCIPIT

L’orrore e la violenza colpiscono da subito, come l’impressione che persone già abituate ad essere vittime accolgano con rassegnata accettazione gli eventi. La scena dei bimbi sepolti sotto le foglie secche è da brividi.

GIUDIZIO INCIPIT

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