Il metodo 15/33 di Shannon Kirk recensione

Il metodo 15/33 di Shannon Kirk recensione

Data uscita: 9 febbraio 2017

Editore: Rizzoli

Pagine: 276
TRAMA
Ha sedici anni, è incinta e vulnerabile, ed è appena stata rapita, scaraventata sul pianale di un furgoncino lurido. Dovrebbe essere terrorizzata, dovrebbe supplicare di essere liberata, ma non lo fa. Dal primo istante del suo sequestro, con freddezza, ha iniziato a pianificare la fuga, pregustando la vendetta. È metodica, calcolatrice, analitica; tutto ciò che scorge intorno a lei diventa una risorsa utile per il suo fine. Senza lasciare nulla al caso, sicura dei suoi tempi e delle sue mosse, aspetta il momento per colpire, e i rapitori si muovono ignari di avere tra le mani una fredda sociopatica. Gli agenti dell’FBI Roger Liu e la sua compagna Lola devono fare in fretta, ma per salvare chi? La vittima o l’aggressore? La linea che li separa, infatti, si assottiglia sempre di più.

RECENSIONE
L’ho già scritto che sono indietro nello scrivere le recensioni degli ultimi libri che ho letto?! Ecco, non so se a questo punto sia un bene o un male perché mi sto rendendo conto che a distanza di tempo le mie opinioni a freddo sui libri sono molto differenti da quelle provate a fine lettura. In tutti i casi tranne in questo thriller. Perché è stato una delusione enorme!
L’idea della ragazzina incinta che pianifica la sua fuga e vendetta da spietati rapitori utilizzando gli strumenti a sua disposizione (da qui il 15/33) mi piaceva e il libro è indubbiamente scritto bene.

Non mi vengono in mente altri aspetti positivi della lettura però.

Lo stato avanzato di gravidanza della ragazza seppur giovane non mi sembra compatibile con gli sviluppi della trama, per non parlare dei soliti ingredienti triti e ritriti, detective dannato compreso. Il fatto che la protagonista possa spegnere e accendere in sé gli interruttori delle emozioni (quella punta di Asperger che fa tanto figo ultimamente) in questo contesto non mi è sembrato rilevante. Nel libro infatti i cattivi sono tutti degli emeriti imbecilli non c’era bisogno di rendere così geniali i buoni!
Insomma, la storia sembrava più avvincente nella trama sulla copertina di quanto poi è stato nella realtà della lettura.

A proposito di copertina, dopo aver letto il libro ho riso molto nel leggere “è la vittima ma sono loro in pericolo”. Non voglio fare spoiler più di quanto non sia stato fatto in copertina, ma temo che l’editore abbia considerato una cosa positiva l’essere super eroina della protagonista, peccato che questo sia un thriller e non un manga.

Il finale alla “e vissero tutti e contenti” è stato ciò che mi ha fatto pensare di avere sommariamente perso il  mio tempo. Onestamente consiglierei questa lettura solo come passatempo sotto l’ombrellone. Probabilmente ho sbagliato momento per leggerlo, in vacanza avrei maggiormente apprezzato anche le parti inverosimili.

VALUTAZIONE

 

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