L’angelo di neve di Ragnar Jónasson recensione

L’angelo di neve di Ragnar Jónasson recensione

Data uscita: 12 gennaio 2017

Editore: Marsilio

Pagine: 242

TRAMA

Siglufjörður, cittadina di pescatori nel punto più a nord dell’Islanda, accessibile dal resto del paese solo attraverso un vecchio tunnel, è soffocata dalla morsa dell’inverno. La temperatura è ben al di sotto dello zero, il vento scuote le tegole, e la neve che cade incessante da giorni la fa sembrare un luogo incantato dove tutto può succedere. Finché qualcosa di inaspettato succede davvero. Una giovane donna viene ritrovata in un giardino priva di sensi, in una pozza di sangue. Un vecchio scrittore muore nel teatro locale in seguito a una caduta. Ari Þór, ex studente di teologia diventato poliziotto quasi per caso, si immerge nell’indagine malvolentieri, stretto tra la nostalgia della fidanzata rimasta a Reykjavík e la diffidenza di una comunità che fa fatica ad accoglierlo. In un clima di tensione claustrofobico, dovrà imparare a farsi largo tra l’attenzione morbosa della stampa e i segreti dei residenti, a convivere con le bufere sferzanti e a trovare la strada della verità in un buio senza fine.

RECENSIONE

Premetto di aver scelto questa lettura sulla base di due elementi. Il primo la copertina che trovo molto bella sia per l’immagine che per la scelta cromatica. Il secondo l’ambientazione in Islanda che subito dalle prime righe del romanzo catapulta in un mondo di neve e di fiordi da fiaba.

Tutto il resto è piacevole, il giallo risulta essere molto scorrevole anche se l’autore tralascia molto a mio parere di descrivere l’aspetto psicologico dei vari personaggi che risultano così un po’ freddi. O è l’ambiente Islandese che ha contagiato il mio giudizio, non saprei!

I problemi di cuore dell’inesperto poliziotto protagonista Ari-Thor sono un po’ un classico per l’investigatore dalla vita sentimentale complicata, e questo è il massimo dell’empatia che ho provato per la questione.

Penso onestamente che più che il romanzo in sé mi abbia attratta l’idea di un nuovo giallo nordico. La lettura è stata a tratti un po’ lenta seppur abbia apprezzato il finale probabilmente complice il fatto che l’autore non mette al corrente del lettore dei vari progressi nelle indagini del protagonista lasciando tutto sospeso ed ovattato in attesa della soluzione del caso.

Onestamente non me la sento di consigliare questa lettura in quanto ritengo ci siano altri autori conterranei di Ragnar Jónasson che riescono a parità di ambientazione nevosa ed affascinante a tessere gialli con trame migliori ma soprattutto più appassionanti.

VALUTAZIONE

 

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