La mia vita non proprio perfetta di Sophie Kinsella recensione

La mia vita non proprio perfetta di Sophie Kinsella recensione

Data uscita: 14 febbraio 2017

Editore: Mondadori

Pagine: 345

TRAMA

Katie è una ragazza di campagna di ventisei anni il cui sogno è diventare una londinese con la L maiuscola. Adora la vita della grande metropoli scintillante, ma il punto è che non se la può permettere. Come tante persone della sua età fa fatica ad arrivare alla fine del mese, anzi della settimana, tra stage mal pagati e lavori a termine è sempre a corto di soldi, vive in uno spazio minuscolo in coabitazione con altri ragazzi con cui non va esattamente d’accordo, si veste solo con abiti presi al mercato, mangia come un uccellino, ma nonostante tutto ciò resiste. Katie fa credere a tutti di avere una vita fantastica postando su Instagram foto patinate e modaiole, ma la verità è tristemente un’altra. Lei vorrebbe diventare come Demeter, anzi essere Demeter, la sua responsabile nella famosa agenzia di marketing in cui ora lavora, una quarantenne realizzata nella professione e nella vita, piena di glamour, sicura di sé e molto egocentrica. Ma quando improvvisamente Katie rimane di nuovo senza lavoro, è costretta a tornare a vivere dai genitori nel Somerset. Mortificata, vede svanire il suo sogno di carriera, ma ancora non sa che la partita è tutta da giocare. “La mia vita non proprio perfetta” è una commedia agrodolce che gioca con grande arguzia sul tema dell’apparire. Quante persone al mondo cercano di dare un’immagine di sé che non corrisponde affatto a quella vera, soprattutto sui social?

RECENSIONE

Ho letto tutti i libri di Sophie Kinsella e ormai conosco bene il suo stile: ciò che fanno solitamente i personaggi, come la trama si sviluppa e come assurdamente tutto riesce a sistemarsi fino ad arrivare al lieto fine. Non è spoiler (per quello ci pensa la copertina del libro!), è che tutti i suoi libri finiscono così è un marchio di fabbrica che rende le letture piacevoli e leggere ma anche assolutamente da approcciare senza impegno.

La mia valutazione è positiva ma solo per questioni di affezione alla scrittrice, altrimenti questo romanzo sarebbe stato uno spreco di soldi in quanto poco verosimile e un po’ pasticciato seppur a tratti spiritoso come al solito.

Ormai la Kinsella sta diventando per me come l’invito a pranzo da mia suocera: so che ci saranno la lasagna e l’arrosto con le patate. Sono piatti che mi piacciono e che le vengono bene ma è sempre lo stesso menu, ogni volta, senza variazioni. Se ne può fare anche a meno perché oltre al piacere di trovarsi all’interno di una abitudine non da altra emozione.

Il tema della realtà a confronto con ciò che si mostra sui social poteva essere interessante ma è secondo me affrontato con estrema superficialità e cattivo gusto. Facile per la protagonista mostrare senza vergogna il suo stato una volta che ha risolto tutti i suoi problemi. Il tema giusto sarebbe stato invece non vergognarsi di essere un lavoratore precario sistemato in un alloggio poco accogliente e con problemi finanziari.

Insomma Kinsella, ok abbiamo capito che ti piace vincere facile ma non esagerare!

VALUTAZIONE

 

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