Cicatrice di Sara Mesa recensione

Cicatrice di Sara Mesa recensione
Data uscita: 22 febbraio 2017
Editore: Bompiani
Pagine: 192
TRAMA: Sonia conosce Knut in una chat su internet. La realtà virtuale annulla i settecento chilometri che li separano, così in poco tempo tra i due inizia una relazione: da una parte è evidente quanto Knut sia diverso da chiunque altro Sonia abbia mai conosciuto, vive distaccato dalla realtà e con regole tutte sue; dall’altra però sa come lusingarla, la copre di regali (spesso rubati) e di attenzioni, tanto che alimenta le sue aspirazioni letterarie suggerendole letture e consigliandola su quello che scrive. Sonia è consapevole che il loro legame è quasi morboso, ma proprio nell’anomalia della situazione vede la via di fuga da una quotidianità che la soffoca, tanto che finirà per condurre due esistenze parallele. “Cicatrice” non è solo un’inquietante storia d’amore, se d’amore si può parlare, ma è anche una riflessione sulla società di oggi, su potere e sottomissione, su annullamento del desiderio e carnalità, colpa ed espiazione, scrittura e vocazione letteraria.
RECENSIONE
L’autrice riesce a descrivere efficacemente come due persone possano con il tempo divenire schiave del bisogno di essere adorate e importanti fino al punto di sacrificare per questo le loro vite, anche se in questo bisogno non c’è amore né una minima prospettiva per un futuro costruttivo e felice.
Tutte le caratteristiche di un rapporto virtuale (le bugie, il bisogno di attenzione e di non sentirsi soli, la superficialità nei sentimenti, la leggerezza nel considerare le proprie azioni, la finzione) vengono qui applicate ad un rapporto reale che in quanto tale non riesce a rendere i protagonisti felici portandoli a tormentarsi a vicenda alternandosi nei ruoli di vittima e carnefice.
Una prospettiva spregevole ma interessante che rende il romanzo originale e pieno di spunti di riflessione sulla moderna società e su come possano crearsi rapporti basati sul bisogno di fuggire dalla realtà.
Penso che il titolo del romanzo, Cicatrice, si riferisca al fatto che le cicatrici rendono le cose imperfette rimandando ad un passato in cui la sofferenza ha lasciato un segno indelebile.

Il libro mi è piaciuto per la sua scorrevolezza e per la grande onestà nel descrivere i protagonisti nei loro bisogni e comportamenti senza romanzarli. Se la cosa inizialmente sembra una pecca per via della scarsa empatia che susctano le gesta dei personaggi con il progredire della lettura si svela l’intento dell’autrice: fotografare una situazione senza pilotarne i giudizi.
VOTO

 

 

Precedente Il logista di Federica Fantozzi recensione Successivo Novità in libreria maggio 2017

Lascia un commento

*